DREAMERS AT WORK

Storie di passione, amore, coraggio e talento. Una fotografia dei valori e dei sentimenti dei sognatori di oggi. Uno sguardo curioso e aperto, al di là di preconcetti e luoghi comuni…

“Medici con l’Africa” di Carlo Mazzacurati

“Africamix XXXII Festival di Cinema Africano” in sala “Medici con l’Africa” di Carlo Mazzacurati, presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Proiezione 18 novembre ore 18.30 Cinema Santa Teresa (Verona).

Il film inizia nella sede storica di Medici con l’Africa Cuamm (Collegio universitario aspiranti e medici missionari), nel centro di Padova. Don Dante Carraro è un sacerdote. È anche cardiologo, e da quattro anni è il direttore del Cuamm. Insieme a lui un altro sacerdote, più anziano: don Luigi Mazzucato, direttore dal 1955 al 2008, e per niente pensionato. Don Dante spiega perché hanno deciso di chiamarsi Medici con l’Africa. Perché da sempre agiscono insieme alle istituzioni sanitarie africane. Il loro compito è duplice: gestire strutture sanitarie disperse nell’immenso territorio sub-sahariano, ma soprattutto creare percorsi di crescita, anche a livello universitario, in grado di formare sul campo nuove generazioni di medici africani. Un lavoro enorme, che il documentario presenta con un asciutto reportage girato in Africa, lasciando la parola a medici e pazienti, ad adulti e bambini. Numerosi medici raccontano le loro esperienze, i loro entusiasmi e i loro fallimenti. Incontriamo anche alcuni giovani africani che si sono formati nelle aule della facoltà di medicina supportata dal Cuamm. Uno di loro, vicino alla laurea, è cresciuto in un orfanotrofio gestito da una straordinaria suora africana, “madre” di centinaia di bambini abbandonati al loro destino.

Si tratta di un reportage al tempo stesso asciutto e commovente sul lavoro di “Medici con l’Africa Cuamm”, la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane che opera dal 1950 in 41 diversi paesi. Come ha dichiarato lo stesso Mazzacurati, questo film è un’opera realizzata «in modo rapido e impulsivo, senza nessuna strategia né prima, né durante le riprese». Il regista ha infatti raccontato un mondo che lui stesso ha scoperto man mano che realizzava le riprese e ne è emerso un ritratto collettivo in cui ciascuna individualità risulta fondamentale, ma dove al tempo stesso è presente uno spirito comune molto forte che fa convivere tenacia, capacità di sacrificio con dolcezza e anche ironia.
L’obiettivo che Carlo Mazzacurati ha cercato di perseguire con quest’opera è stato, come lui stesso ha dichiarato quello «di fare un film “leggero” per quanto sia possibile su di una materia comunque drammatica come la questione della salute nell’Africa sub-sahariana».

Il regista Carlo Mazzacurati:

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Questa voce è stata pubblicata il 17 novembre 2012 da in Cinema, Storie con tag , , , .

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