DREAMERS AT WORK

Storie di passione, amore, coraggio e talento. Una fotografia dei valori e dei sentimenti dei sognatori di oggi. Uno sguardo curioso e aperto, al di là di preconcetti e luoghi comuni…

“Indebito”, il nuovo film di Vinicio Capossela e Andrea Segre

INDEBITO_Vinicio-Capossela-e-Andrea-Segre-foto-di-Simone-Falso-C-2013-ITACA

Il nuovo film-documentario di Andrea Segre e Vinicio Capossela sulla musica Rebetika e la crisi della civiltà europea sarà presentato In anteprima mondiale al Festival di Locarno come evento d’apertura. (Proiezione alle 15.45 del 7 agosto all’Auditorium Fevi).

Con Indebito Segre ha voluto vagabondare, assieme al passo stralunato di Capossela, nel luogo simbolo della crisi. Quella Grecia soffocata dalla pressione dei debiti che trova nel sottobosco dei suoni e delle parole dei rebetes, i cantanti del rebetiko, una sorta di blues ellenico, una musica “indebita”, non autorizzata, che va contro il potere. Una musica nata dalla disperazione di un’antica crisi che ha contribuito a costruire l’identità moderna della Grecia.

Scrive il regista: “la crisi di oggi prima che economica è identitaria.  E’ separazione, disorientamento. Le culture europee sono state svendute all’omologazione del consumo e alla corsa alla ricchezza. Ci hanno fatto credere che la liberazione dalla povertà materiale dovesse coincidere con la fuga da se stessi. Vivere oggi di nuovo la povertà senza se stessi è una vertigine insostenibile.

Il nostro documentario è un tempo dedicato ad ascoltare l’assenza di noi stessi. E’ la consapevolezza di vivere in-debito di aria, di senso, di prospettiva. Per farlo abbiamo  vagato come flaneur, come viandanti nel luogo simbolo della crisi, la Grecia indebitata:  seguendo le parole, i pensieri e la musica dei rebetes, i cantanti del rebetiko, il blues ellenico.

Il rebetiko è musica nata dalla disperazione di un’antica crisi (la fuga da Smirne) ed è una delle musiche che hanno costruito l’identità moderna della Grecia, trasportando con sè il dolore dell’esilio e la ribellione alle violenze della storia.

I rebetes sono portatori di questa identità, di cui oggi celebrano un funerale pieno di sconfitta, disperata ribellione e silenziosa speranza.

I loro concerti e le loro parole riempiono le taverne notturne di Atene e Salonicco, sfiorano le scritte sui muri, ascoltano il mare dei porti e incontrano il cammino di Vinicio Capossela, musicista e viandante che intreccia le sue note con i pensieri del suo diario di viaggio, il tefteri. Così la Grecia diventa l’Europa, la sua crisi la nostra e il rebetiko il canto vivo di un’indebita e disperata speranza”.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 agosto 2013 da in Cinema, Interviste con tag , , , , , , , , .

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